Sull'isola di Pasqua sono presenti grandi statue monolitiche, cioè ricavate e scavate da un unico blocco di tufo vulcanico,
chiamate Moai. Alcune possiedono sulla testa un cilindro (pukau) ricavato da un altro tipo di tufo di colore rossastro.
Ci sono più di 600 Moai conosciuti sulla superficie dell'isola. La maggior parte sono stati ricavati dal cratere Rano
Raraku, dove si trovano quasi 400 statue incomplete. I cappelli invece sono stati ricavati da un tufo rossastro proveniente
dal piccolo cratere di Puna Pau, distante circa 10 chilometri da Rano Raraku. La più grande di queste statue è lunga circa
21 metri. Tutti i moai completati furono abbattuti dagli indigeni qualche tempo dopo la costruzione e dai terremoti.
Si dice siano state scolpite dai polinesiani abitanti a partire dall'anno 1000 d.C come rappresentazioni degli antenati defunti
o di grandi personaggi della comunità. La loro costruzione ha richiesto non solo anni di lavoro per ogni statua, ma il trasporto
per tutta l'isola fino alla posizione finale. Ancora oggi non si sa come siano stati spostati. La leggenda dice che un capo clan
in cerca di una nuova casa scelse l'isola di Pasqua. Alla sua morte l'isola veniva divisa tra i suoi figli. Ogni volta che un capo
di uno dei clan moriva un moai veniva posto sulla tomba dei capi. Si credeva infatti che i moai catturavano i "mana", cioè i poteri
del capo e che mantenendo i mana dei capi sull'isola si sarebbero verificati eventi propizi come caduta della pioggia e coltivazioni.
Inoltre sull'isola di Pasqua sono state ritrovate solamente 24 tavolette scritte in Rororongo, scrittura indecifrabile degli isolani.
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